Nel 2026, i contributi INPS per artigiani e commercianti subiranno un aggiornamento significativo. I nuovi importi saranno determinati in base ai redditi dichiarati e alle categorie professionali, garantendo una copertura adeguata per questa importante fascia di lavoratori. Questo articolo offre una panoramica completa sui nuovi importi e sulle modalità di calcolo.
Quali sono i nuovi importi dei contributi INPS per artigiani nel 2026?
Per gli artigiani titolari di impresa, il contributo minimo annuo per il 2026 è fissato a 4.360 euro, in aumento del 3,2% rispetto al 2025, in seguito all’adeguamento dei minimali retributivi comunicato dall’INPS con la circolare n. 32/2026. Il contributo comprende:
- Quota fissa IVS su reddito minimale: 4.050 euro
- Quota maternità: 310 euro
Se il reddito annuo supera il minimale di 18.350 euro, si applica una percentuale aggiuntiva pari al 24,48% per la parte eccedente, tenendo conto delle aliquote previste per la categoria. Per i collaboratori familiari di età inferiore a 21 anni, l’aliquota si attesta al 21,45%.
Rispetto al 2025, l’incremento medio delle somme dovute è tra 130 e 150 euro annui, a seconda della fascia reddituale e della composizione del nucleo aziendale.
Come vengono calcolati i contributi INPS per i commercianti nel 2026?
I contributi INPS commercianti 2026 prevedono anch’essi una parte fissa e una variabile in base al reddito. Il contributo fisso annuo per il titolare è pari a 4.510 euro, suddivisi come segue:
- Quota fissa IVS: 4.200 euro
- Quota maternità: 310 euro
Oltre la soglia di reddito minimale (18.350 euro), si applica un’aliquota del 24,09% sulla quota eccedente. I collaboratori con meno di 21 anni versano il 21,06% oltre il minimale. Anche per i commercianti l’aumento rispetto al 2025 è del 3,4%, con una maggiorazione media di circa 145 euro annui sulla quota fissa.
La base di calcolo resta il reddito d’impresa dichiarato nell’anno fiscale precedente. L’INPS provvede ogni anno ad aggiornare i minimali e le aliquote secondo la variazione ISTAT dei salari.
Quali sono le principali novità sui contributi INPS per artigiani e commercianti?
L’aggiornamento 2026 introduce alcune novità per il calcolo degli oneri previdenziali artigiani e commercianti. Prima di tutto, la revisione dei minimali e massimali di reddito produce un innalzamento delle soglie di riferimento per l’obbligo contributivo. In particolare:
- Nuovi limiti di reddito per la contribuzione IVS: minimale a 18.350 euro, massimale a 104.800 euro.
- Incremento della quota maternità da 300 a 310 euro.
- Applicazione di aliquote agevolate per i giovani artigiani e commercianti under 21 nei primi tre anni di attività.
Restano invariate le agevolazioni per le start-up e le riduzioni contributive previste per chi aderisce al regime forfettario. Cambia invece la modalità di comunicazione dei dati: dal 2026, tutte le variazioni di posizione previdenziale dovranno essere trasmesse tramite cassetto previdenziale INPS, senza più l’utilizzo dei moduli cartacei.
Quali scadenze e modalità di pagamento per i contributi INPS nel 2026?
I versamenti INPS commercianti e artigiani seguono un calendario ben preciso. Le scadenze per il pagamento dei contributi minimi fissi sono:
- 16 maggio 2026
- 20 agosto 2026
- 16 novembre 2026
- 16 febbraio 2027
Per i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, si utilizza il modello F24 in due soluzioni:
- Saldo per l’anno 2025, entro il 30 giugno 2026 (con eventuale differimento al 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%)
- Primo e secondo acconto 2026, rispettivamente entro il 30 giugno e il 30 novembre
I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite F24 telematico, accedendo al portale INPS o tramite home banking. L’INPS ha inoltre introdotto un servizio di alert tramite SMS o email per ricordare le scadenze ai contribuenti. Per chi non rispetta i termini, si applicano sanzioni e interessi di mora secondo la normativa vigente.
Questi aggiornamenti INPS artigiani e commercianti puntano a garantire una maggiore equità nel sistema previdenziale, allineando i versamenti alle reali capacità reddituali. Il monitoraggio delle proprie posizioni è possibile in tempo reale grazie ai nuovi servizi digitali messi a disposizione dall’ente.
In sintesi, i nuovi importi contributi INPS 2026 richiedono un’attenta verifica dei redditi e una pianificazione puntuale dei propri obblighi contributivi, soprattutto in caso di variazioni nelle attività d’impresa. Seguire il calendario delle scadenze e utilizzare i servizi online riduce il rischio di errori e consente di gestire in modo efficace la propria posizione previdenziale.
Massimo Parisi
Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti
Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.
