Naspi e nuovo lavoro: ecco cosa succede all’indennità se trovi un impiego

Naspi e nuovo lavoro: ecco cosa succede all’indennità se trovi un impiego
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Naspi e nuovo lavoro: ecco cosa succede all’indennità se trovi un impiego

Serena Caputo11 Aprile 20264 min lettura

La Naspi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un sostegno economico destinato ai lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro. Ma cosa succede a questa indennità se trovi un nuovo impiego durante il periodo in cui la percepisci? Capire le regole è fondamentale per evitare errori che possono comportare sanzioni o la perdita dei benefici.

Cosa succede all’indennità Naspi se si trova un nuovo lavoro?

Se inizi un nuovo lavoro mentre stai ricevendo la Naspi, il diritto all’indennità non decade automaticamente. Tutto dipende dal tipo di contratto e dal reddito che percepisci con la nuova occupazione. Se il rapporto di lavoro è subordinato e il reddito annuo previsto non supera una certa soglia, puoi continuare a ricevere la Naspi, ma con una riduzione proporzionale.

Il limite di reddito per mantenere parzialmente la Naspi con un nuovo lavoro subordinato è fissato a 8.173 euro lordi annui (dato aggiornato al 2024). Se superi questa soglia, la prestazione decade. Nel caso di lavoro autonomo, il tetto è di 5.500 euro lordi annui. Se invece il nuovo impiego supera questi limiti, la Naspi viene sospesa o cessata.

Come viene calcolata la riduzione della Naspi con un nuovo impiego?

Quando trovi un lavoro e il tuo nuovo reddito non supera i limiti previsti, l’INPS riduce l’importo della Naspi. La riduzione viene calcolata sottraendo dall’indennità un valore pari all’80% del reddito presunto derivante dal nuovo lavoro. Ad esempio, se prevedi di guadagnare 6.000 euro lordi nell’anno, la Naspi mensile viene ridotta dell’80% della quota mensile di questo reddito.

Facciamo un esempio pratico: ipotizza di percepire una Naspi di 1.200 euro mensili e di cominciare un lavoro part-time che ti frutta 6.000 euro lordi annui. L’INPS ridurrà la tua indennità di circa 400 euro al mese (6.000 x 80% diviso 12 mesi), lasciandoti una Naspi mensile di circa 800 euro.

L’importo massimo della Naspi, aggiornato al 2024, è di 1.550,42 euro lordi mensili. Se la somma tra la Naspi ridotta e il nuovo reddito mensile supera questa soglia, l’indennità viene ulteriormente ricalcolata per garantire il rispetto del tetto massimo previsto.

Quali procedure seguire per segnalare un nuovo lavoro all’INPS?

Quando trovi un nuovo lavoro durante la fruizione della Naspi, devi comunicare tempestivamente la variazione all’INPS. La comunicazione va effettuata entro 30 giorni dalla data di assunzione o dall’inizio dell’attività autonoma. Se ometti la comunicazione, rischi la decadenza dalla prestazione e, nei casi più gravi, la restituzione delle somme indebitamente percepite.

  1. Accedi al portale INPS utilizzando SPID, CIE o CNS.
  2. Vai nella sezione dedicata alla “Gestione domanda” della tua Naspi.
  3. Compila il modulo per la comunicazione di nuovo lavoro, indicando la tipologia di contratto, la data di inizio e il reddito annuo previsto.
  4. Invia la comunicazione e conserva la ricevuta.

Se si tratta di lavoro subordinato a tempo determinato, dovrai indicare anche la durata del contratto. Per il lavoro autonomo, occorre dichiarare il reddito presunto e, alla fine dell’anno, comunicare quello effettivo.

Quali sono i diritti dei lavoratori con Naspi che trovano un nuovo impiego?

Chi percepisce la Naspi e trova un nuovo impiego mantiene alcuni diritti specifici. Puoi cumulare l’indennità con il reddito da lavoro entro i limiti previsti, senza perdere completamente il supporto. Se il nuovo lavoro termina prima della scadenza originaria della Naspi, puoi riprendere a percepire la parte residua, a patto che la prestazione non sia già terminata e che il periodo di sospensione non abbia superato il limite massimo previsto dalla legge.

Nel caso di lavoro subordinato a tempo determinato, la Naspi viene sospesa per la durata del contratto se il reddito supera i limiti indicati. Terminato il rapporto, puoi riattivare la prestazione per il periodo residuo. Con il lavoro autonomo, la Naspi si riduce ma non si sospende, salvo che il reddito sia superiore a 5.500 euro annui.

Ricorda che la comunicazione tempestiva e corretta all’INPS è fondamentale per non perdere il diritto all’indennità e per evitare sanzioni o richieste di restituzione. Inoltre, se hai diritto ad assegni familiari (ANF), questi vengono ricalcolati sulla base del nuovo reddito, e possono subire variazioni.

Infine, se avvii un’attività autonoma o imprenditoriale durante la Naspi, hai la possibilità di richiedere la liquidazione anticipata dell’indennità in un’unica soluzione. Questa opzione offre maggiore liquidità per avviare la nuova attività, ma comporta la rinuncia alla Naspi mensile per il periodo residuo.

La procedura Naspi nuovo lavoro è una tappa obbligata per chi intende conciliare la ricerca di un nuovo impiego con il diritto all’indennità di disoccupazione. Seguire con cura i passaggi e rispettare le soglie di reddito ti consente di evitare brutte sorprese e di sfruttare al meglio le tutele previste dalla normativa italiana.

Serena Caputo

Consulente del Lavoro, Esperta in Previdenza Sociale

Consulente del Lavoro iscritta all'Ordine Provinciale di Bologna dal 2011. Specializzata in diritto previdenziale, gestione delle pensioni e ammortizzatori sociali. Assiste lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati nella comprensione dei propri diritti contributivi. Collabora con patronati e CAF per attività di formazione e divulgazione sulle novità normative.

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